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Ciao Corrado, che ci racconti? Che combini in questi giorni?

Buongiorno a voi che leggete.
Che combino? Niente di avventuroso purtroppo: una commistione tra impiegatino del catasto e soldatino ligio alla remigia. Il mio compito è quello di imbrattare fogli bianchi, mi pagano per questo, e io lo faccio con l’impeto e l’ossessione di una creatività difficile da imbrigliare.
In questo preciso momento sto ultimando una storia per Topolino su testi di Bruno Enna in cui narriamo il secondo episodio di un nuovo personaggio del mondo paperopolese: Mad Ducktor, duplicato e nemesi del più conosciuto Archimede Pitagorico, creato in laboratorio da un incidente a cui il piccolo Edy non ha saputo rimediare.
Stereotipo dello scienziato pazzo, ma suscita più ilarità che paura.
Dovrò poi affrontare un paio di illustrazioni per la rivista mensile Disney Big della quale curo tutte le copertine dal numero 1 (e siamo arrivati all’invidiabile traguardo delle 52 uscite).
Per ultimo, ma non per importanza, una cover del bonelliano Shanghay Devil per poi ributtarmi a capofitto sulla storia di Tito Faraci per Tex per la tirata finale a chiudere le 220 (!!!) tavole.
Se riesco a fare tutto nei tempi previsti credo che mi concederò un paio di trasfusioni per arginare l’effetto pallore da stress.

Disney e Bonelli. Esistono due Corrado diversi che si alternano in questi mondi, o riesci a gestirli insieme?

Ahimé ne esistono ben più di due: c’è quello delle favole per Gallucci editore, c’è quello delle vignette satiriche per i quotidiani, quello linea chiara delle produzioni francesi, c’è quello pittorico e quello digitale, quello nazional-popolare e quello d’elite, quello banale e quello con ricerche esplorative e ricognitive. Una sorta di dottor Jeckill e Mr.Antuono, se mi passate il gioco di parole. Se ve lo state chiedendo, sì, sarei da analisi.
Parlando un po’ più seriamente quello di gestire più registri può risultare ostico se non addirittura impossibile. Rimettersi in gioco su qualcosa che non si conosce, mentre spadroneggiamo già uno stile specifico, è fonte di frustrazioni e testate sul tavolo da disegno ma credo che nel mio caso abbia giocato più il caso che non il merito. Avere iniziato con entrambi gli stili sin dai miei esordi nel fumetto ha reso possibile un’evoluzione altrimenti impraticabile.
A dire il vero, soprattutto al principio, cambiare registro era molto faticoso e non di rado si rischiava d’incontrare personaggi dinoccolati e tendenti al grottesco sulle tavole bonelliane. Col tempo e l’abitudine tutto è filato più liscio e anche i cambi di registro sono risultati via via indolori. Comunque in media occorrono almeno quattro cinque giorni per calarsi completamente nelle atmosfere dell’ultimo lavoro intrapreso.

Sei abituato a disegnare città fantastiche di china e inchiostro, ma che mi dici della nostra città “reale”? Qual è il tuo rapporto con Roma?

Il mio rapporto con la metropoli è controverso, non proprio odio amore, direi più: accenno di fastidio e cordiale stima. Nasco nei bassifondi della città, in quella Primavalle degli anni ’60, dura e mal frequentata ma anche pura e verde, che ripenso ancora con nostalgica indulgenza. Poi negli anni ’70 la piazza Mazzini del quartiere Delle Vittorie: dalla periferia degradata al salotto buono.
Mi avevano messo il papillon ma rimanevo lo stradarolo di prima. Non c’era gel in commercio per arare i miei capelli scomposti. Non c’erano palizzate per fermare le mie corse a perdifiato. Piano piano però mi accorsi che i papaveri e le spighe erano sparite dalla mia vita, mi rimaneva la matita.
Ora mi sono rispostato in periferia, estrema periferia per la precisione, un ragionevole compromesso per usufruire dei servizi della città senza rimanerne soffocato. Insomma, mi godo gli uccellini e i musei del centro.

Una cosa che odi e una cosa che ami di questa città.

Dicevamo, “accenno di fastidio” per le moltitudini: ogni cosa a Roma è faticoso perchè siamo troppi. troppi che fanno cose negli stessi momenti e siamo destinati a file per ogni evento umano: stadio, poste, pompa di benzina, semaforo, bancomat, cinema multisala con 32 sale a schermo panoramico, parcheggio, pronto soccorso, biglietterie varie.
“Cordiale stima” per la sua bellezza, per il calore della sua gente, perchè è la mia città, la città che amo.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Anche sul web?

Una bella e rappresentativa esposizione di miei lavori si può trovare sia sul mio sito, www.corradomastantuono.com, che nelle immagini in chiaro dei miei album del mio profilo Face Book, http://www.facebook.com/corradomastantuono.disegnatore?ref=tn_tnmn.
C’è anche un recente Art-book edito da Vittorio Pavesio Editore che raccoglie un buon numero di miei lavori recenti: The Art of Mastantuono.
Eventuale ordine a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o www.pavesio.com, o contattando il numero telefonico 011.43.33.504

E per quanto riguarda il futuro? Che progetti hai in mente?

Topolino e Tex sicuramente. Poi è proprio di questi giorni la notizia che realizzerò come autore completo un numero autoconclusivo per una nuova serie che verrà varata dalla Sergio Bonelli Editore da settembre. E’ un progetto che curavo da anni e sono molto contento di poterlo finalmente realizzare (Klon per la serie Le Storie).


 

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